Carla Boto

sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai

Carla Boto - sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai

Abitudini quotidiane, quanto spreco evitabile?

Un articolo comparso su il Venerdi di Repubblica del 18 gennaio ci mette in guardia da un un uso dissennato e poco razionale dello zucchero in bustine. Una ricerca del Movimento difesa del cittadino ha evidenziato come sia enorme la quantità di zucchero sprecata nei bar.

Una direttiva europea, infatti,  del 2001 applicata in Italia nel 2004 stabilisce l’uso delle bustine al posto dei dosatori.

Ma se la ratio di quella scelta era – non l’igiene – ma la tracciabilità non si capisce perchè nei bar ancora prevalgano le bustine e non lo zucchero in dosatrice.

Una circolare attuativa del Ministero delle attività produttive specifica infatti che accanto alle bustine possano coesistere le zuccheriere dosatrici.

E se ragioniamo sulla quantità di zucchero sprecata che emerge da un esperimento condotto in un bar di San Lorenzo a Roma dove i consumatori sono stati invitati a a svuotare gli avanzi di una bustina in un barattolo capiamo quanti margini di migioramento esistano in questa gestione.

A fine giornata lo zucchero recuperato equivaleva a mezzo chilo, oltre ovviamente allo spreco di tanta carta.

E allora proseguendo nel percorso del corretto packaging e del rifiuto dello spreco (da opporre allo spreco dei rifiuti) perchè non suggerire attraverso una corretta campagna di informazione che esistono dei metodi sicuri e semplici per un corretto risparmio e per una gestione etica del consumo?

Intanto in Europa e in Italia partono e si consolidano iniziative come il Food Sharing che nasce in Germania ed il Last Minute Market che nasce completamente in Italia, nella fattispecie a Bologna.

E cosi se il FoodSharing è una piattaforma internet che permette a privati, produttori, commercianti alimentari di offrire gratuitamente le proprie eccedenze o di recuperare cibo che altrimenti sarebbe sprecato, il Last Minute Market è un sistema organizzato che ha per obiettivo la riduzione dello spreco in tutte le sue forme,  che consente di prevenire e ridurre i rifiuti attraverso la valorizzazione dei beni invenduti con effetti positivi dal punto di vista ambientale, sociale, economico e nutrizionale.

In particolare il LMM coniuga il principio del consumo etico, come ha spiegato il professor Andrea Segrè dell’Università di Bologna, con la salvaguardia e rilancio dei  beni comuni, come l’ambiente e la salute.

Usare un approccio etico al consumo non è limitato esclusivamente ai periodi di crisi nei paesi “avanzati” ma deve rappresentare la prima “sveglia” che apre un nuovo giorno in cui guardare la complessità del mondo in termini di riequilibiro della distribuzione delle risorse.

Il Partito Democratico che si troverà a guidare e condividere le prossime responsabilità di governo, in coerenza con i principi che ispirano il programma “Italia Bene Comune”, può cominciare dal nostro Paese ad estendere l’appiclazione di queste buone pratiche (link al gruppo PD Emilia Romagna, link bilancio di tre anni) con tutti gli strumenti istituzionali necessari di livello comunitario, statale, regionale e locale.

 Carla Boto

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