Carla Boto

sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai

Carla Boto - sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai

Un nuovo patto sulla salute nel Lazio e nel Paese

La mattinata di oggi 6 febbraio 2013 è iniziata presto, con un incontro tra operatori della sanità (grazie Angelo per la pazienza) e Jean-Lèonard Touadi ed è poi proseguita con l’appuntamento “istituzionale “di oggi.

Nell’auditorium del Forlanini strapieno, al punto che molti di noi hanno dovuto assistere attraverso i megaschermi installati, ho avuto modo di ascoltare Fontanelli, Marino, Zingaretti, Bersani – oltre ai vari operatori della sanità intervenuti -  delineare la nostra idea di sistema sanitario basata sul “nuovo patto sulla salute nel Lazio e nel Paese”.

Non è solo uno slogan ma contenuti reali, vissuti in prima persona in tema di diritto alla salute, di bisogni dei cittadini, di prevenzione delle malattie, di piano di rischio sulla salute, di lotta alla corruzione, di centrale unica di acquisti, di trasparenza e di merito negli incarichi.

Di fronte a questa pienezza di contenuti torno a casa e vedo che anche il Tg3 confeziona un servizio che coglie solo le battute sugli accordi eventuali dopo il voto (Monti vs Vendola/CGIL) E’ una costante di questa fase di campagna elettorale interpretata ad uso e consumo dei media: tradurre e ridurre solo a linguaggio politichese, ignorare i temi reali quelli che NOI viviamo sulla nostra pelle.

Sono indignata ma determinata a non dargliela vinta ad un certo modo di informare.

Perchè insieme a me, e molto più con titolo di me,  operatori, competenze, sindacati, associazioni, hanno ascoltato e sono stati ascoltati dalla politica, hanno proposto progetti concreti e piattaforme di incontro … tutto sotto l’egida del principio fondamentale che guida il programma politico del PD: il sistema sanitario deve essere pubblico e costruito nel rispetto del principio universalistico.

Vorrei per ultimo cogliere – tra i tanti pregevoli interventi che si sono susseguiti – l’umanità e la competenza dell’intervento di Salvatore Di Giulio, direttore del centro “Nefrologia, Dialisi e Trapianti” del San Camillo, che con il suo “noi ci siamo, chiamateci, ascoltateci” ha colto l’essenza di quello che deve essere  un programma partecipato.

 

 

 

 

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